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Per godere appieno delle bellezze che l’area
nasconde l’ideale sarebbe pernottare tre giorni a Viterbo o
dintorni ed effettuare visite giornaliere nella zona, così da
poter comprendere il motivo per il quale sia gli Etruschi che i
Romani scelsero questa zona come fissa dimora. A parte le
bellezze paesistiche ed archeologiche, molto interessante è
anche provare l’ebbrezza ed il benessere che si prova a tuffarsi
nelle ”pozze” di acqua sulfurea che scaturisce da secoli dalla
sorgente del ”Bullicame”. Queste acque termali,
convogliate anche nella piscina comunale, sono indicate per
artropatie croniche, postumi di fratture, asma bronchiale o
semplicemente per rilassarsi. E’ superfluo dire che attirano un
flusso turistico non indifferente il quale, però, provenendo dai
dintorni - Roma e Terni specialmente - in genere non pernotta a
Viterbo. Qui di seguito sono proposti tre itinerari alternativi
per conoscere la Tuscia. |
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Itinerari |
ITINERARIO ETRUSCO
Cerveteri, Tarquinia,
Vulci, Tuscania (Tot. 270 km.). Possibilità
di visitare le necropoli
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INTORNO AL LAGO DI BOLSENA
Bolsena, Orvieto,
Civita di Bagnoregio, Montefiascone, Ferento (Tot. 140
km.). |
SUI COLLI CIMINI
Bagnaia, Bomarzo,
Soriano nel Cimino, Civita Castellana,
Castel S. Elia, Sutri, Ronciglione, Caprarola (Tot. 140
km.). |
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ITINERARIO
ETRUSCO
Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Tuscania (totale Km. 270)
Da Bagnaia, attraversando Viterbo, si giunge a Vetralla
tramite la Cassia (S. 2), strada dell’epoca romana, per
una visita alla Chiesa romanica di S. Francesco
ed un’ escursione alla Necropoli etrusca di Norchia (Km.
12).
Si prosegue, poi, per Monteromano fino all’ Aurelia
(S.S. 1) ed alla Necropoli etrusca di Cerveteri, a sud
di Civitavecchia, in provincia di Roma. Il paese di
Cerveteri è, invece, di aspetto medioevale, ma la sua
aotorietà deriva, comunque, dalla Necropoli, ricca di
suggestive tombe del VII - II secolo a.C., tra cui la
Tomba dei Rilievi. Unico csempio di camera
sepolcrale a stucchi policromi.
Tarquinia, meta turistica tra le più rinomate d’Italia,
anche per le specialità gastronomiche del Lido, si
raggiunge riprendendo la statale verso nord che conduce,
superando Montalto di Castro, alla zona archeologica di
Vulci, la quale conobbe grande splendore dal VII al I
sec. a.C. Giunti nell’area, si ha la suggestiva visione
di un maniero solitario dominante su un’area selvaggia,
punteggiata di massi dirupati, coperti da fitta
vegetazione per la forte umidità causata dal fiume
Fiora.
Dalla vicina Canino, nota per il pregiato olio di oliva,
è agevole raggiungere Tuscania e le sue imponenti chiese
in stile romanico- 1ombardo; distrutta da un terremoto
nel 1971, e quasi totalmente rinnovata.
Ritornando a Viterbo, una deviazione presso la zona
termale - già famosa ai tempi dei Romani per le salutari
acque sulfuree - conduce alla suggestiva Necropoli
rupestre di Castel d’Asso, inconsueta concentrazione di
tombe monumentali a facciate architettoniche del IV - II
sec. a.C. Gli amanti dell’archeologia non rimarranno di
certo delusi e, sicuramente, torneranno nella zona
attratti da una forza misteriosa quale è quella del
fascino etrusco. |

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INTORNO AL LAGO DI BOLSENA
Bolsena, Orvieto, Civita di Bagnoregio, Montefiascone,
Ferento (totale Km. 140)
Ad otto chilometri da Viterbo verso Siena, deviando per
Marta, ridente località sulle sponde sud - occidentali
del Lago di Bolsena, nota per il buon vino (Cannaiola),
si raggiunge Capodimonte, centro balneare attrezzato con
chalets e stabilimenti, dominato dal cinquecentesco
Palazzo Farnese, eretto sulla struttura di un maniero
feudale.
Da Valentano si arriva a Gradoli, di cui
si ricorda il pregevole ”Aleatico”, ed a Bolsena, dove
meritano un assaggio le anguille del lago. Bolsena,
1’antica Volsinii, sulle sponde nord-orientali del lago
omonimo, fu una delle città più insigni d’Etruria;
meritano una visita le viuzze ricche di osterie ed il
Duomo.
Attraverso la S.S. 71 si prosegue per Orvieto, famoso
centro turistico dell’Umbria, di origine etrusca,
dominato dal Duomo iniziato in forme romaniche, con
portali gotici e affreschi del ’300 e ’400;
caratteristico e anche il Pozzo di San Patrizio.
Nei pressi, il paese di Bagnoregio, da cui si ammira il
suggestivo spettacolo di ” Civita il paese che
muore”, pittoresco borgo medievale arroccato su un
colle tufaceo in mezzo ad una vallata di argille
franose, luogo natale di Bonaventura Tecchi.
Dopo aver visitato, nella Chiesa di San Flaviano
a Montefiascone la tomba dell’abate Defuc, legato alla
leggenda del celebre vino ”Est! Est!! Est!!!”, si
devia al Km. 95 della Cassia per il Teatro romano di
Ferento, al centro di una vasta ed interessante zona
archeologica, edificato accanto a quelle che un tempo
furono le Terme romane.
Esso, oggi, sede di eventi musicali quali il
”Festival Barocco” e l’ ”Autunno Viterbese”,
appuntamenti obbligatori per gli amanti di musica
classica.
La migliore stagione per visitare questi romantici
luoghi, ricchi di storia, è la primavera o l’autunno; il
lago assume riflessi particolari e la vegetazione, fitta
e rigogliosa, si colora di sfumature che ricordano
quelle delle fiabe. |
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SUI COLLI
CIMINI
Bagnaia, Bomarzo, Soriano nel Cimino,
Civitacastellana,
Castel S.Elia, Sutri, Ronciglione, Caprarola (totale Km.
140)
Da Bagnaia, dove è d’obbligo una visita
ai giardini di Villa lante, due deviazioni
conducono al pittoresco borgo medievale di Vitorchiano
ed al Parco dei Mostri di Bomarzo.
Quest’ultimo, creazione inconsueta e stravagante, unica
al mondo, ricca di mostri ed orchi giganteschi, fu fatta
realizzare dal Principe Pier Francesco Orsini verso la
fine del XVI secolo.
Terminata la visita del parco, si sale a Soriano nel C.,
rinomata località climatica di villeggiatura a 500 metri
di altitudine, tra boschi e castagneti, già residenza
estiva del Papa Nicolo III Orsini.
Fermandosi a Vignanello, per una visita
al (Castello Ruspoli, e Fabrica di Roma, si
giunge, dopo una breve sosta ai ruderi di Faleri
Novii, a Civitacastellana. Industriosa cittadina
nota per la produzione delle ceramiche artistiche, vanta
numerosi e pregevoli monumenti, tra cui il Forte San
Gallo e il Duomo.
Attraverso la s.s., 311 si giunge a
Castel S.Elia, la cui basilica romanico - lombarda
conserva pregevoli affreschi.
Notevoli, nella vicina Nepi, la cripta del Duomo
e la facciata cinquecentesca del Palazzo Comunale.
Da Sutri, dopo una visita al Duomo, al Sacello
della Madonna del Parto e all’Anfiteatro, si
prosegue per Capranica, in cui merita una visita la Chiesa
romanica di S. Francesco.
Procedendo, si arriva a Ronciglione, caratteristico
borgo medievale nei pressi del Lago di Vico, col
suo suggestivo habitat paludoso, nei pressi della
”Riserva naturale omonima”.
Notevole. a Caprarola, il Palazzo
Farnese, meta obbligatoria per gli amanti del
Rinascimento. Interessante a S. Martino nel Cimino
è, invece, 1’imponente Abbazia Cistercense.
Nel periodo dei funghi e delle castagne, nella
maggior parte dei paesi, le sagre popolari offrono ai
turisti la possibilità di degustare i prodotti tipici
della zona, e le ”osterie” assumono un aspetto che
riporta indietro nel tempo.
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